FEMMINAS, DAL 21GENNAIO 2010 UNA NUOVA MOSTRA A PAULI ARBAREI
Donne regine del focolare che da sempre si dedicano alla cura di mariti e figli.
Fanciulle leggiadre che infondono serenità a chi le incontra. Ma anche figure mostruose pronte ad infliggere punizioni soprattutto ai bambini disobbedienti.
Streghe capaci anche di piegare le forze della natura, agli albori del mondo, fare cose incomprensibili agli uomini. La mitologia sarda è ricca di figure femminili.
Così come da secoli si tramandano storie su queste donne sarde fiere e potenti, buone e cattive. Prima lo facevano le nonne, parlando ai nipotini radunati attorno al camino. Oggi ci pensano i libri delle fiabe e magari qualche gioco elettronico particolarmente attento alle tradizioni locali.
Certo è difficile allestire un museo per raccontare questo patrimonio di riti e credenze, attorno ai quali si sono ritrovate per secoli intere comunità. Un'impresa ardua se si concepisce ancora il museo come un contenitore di oggetti da mostrare e reperti da spiegare.
Da giovedì 21 gennaio 2010, invece sarà un'innovativa esposizione museale a Pauli Arbarei, piccolo paese della Marmilla, a raccontare le donne della mitologia sarda.
Un percorso immateriale fatto di immagini, suoni e video, nel quale la memoria attuale si ricongiunge a quella passata.
L'ex Montegranatico era già stato ribattezzato tre anni fa museo etnografico della donna. Allora ospitava gli oggetti ed i tessuti usati da is femminas nella vita familiare.
Adesso si parla ancora di donne. Ma delle fèminas mitologiche in un progetto voluto dal Comune di Pauli Arbarei allestito dagli operatori della società per azioni “Sa Corona Arrubia”. Un progetto cofinanziato dalla Sa Corona Arrubia e dalla Provincia del Medio Campidano
Gianluca Medas, sua è l’idea, sua la regia dell'allestimento.
Esperto di teatro, di tradizioni e cultura isolana, per proprie esperienze e per nascita, quel grande laboratorio che è la famiglia Medas, l’associazione Figli d'arte Medas . E’ sua la voce che racconta le donne della storia sarda fra realtà e fantasia. Per ognuna delle dodici protagoniste di Fèminas c'è una animazione proiettata su diafani teli che compongono il percorso su cui si snoda la non-mostra. Ed il visitatore della mostra viene immerso fra i teli.
Si parte dal “Prologo della creazione”, recitato sempre da Medas e proiettato su uno schermo fatto di fini tende bianche. È questo il passaggio dal mondo reale a quello fantastico. Un viaggio in cunicoli realizzati fra teli. Proprio come se fosse la mente dell'uomo di oggi che va alla ricerca delle sue origini e di un passato fatto di miti e leggende, che lo hanno aiutato dalla sua comparsa sulla terra a convivere con la natura circostante e ad educare i propri figli.
Sa Mama 'e su Sole è una vecchia ricoperta da un lenzuolo bianco che si aggira nelle ore assolate alla ricerca di bambini disobbedienti che non riposano dopo pranzo. La sua punizione è la fronte bruciata con un febbrone che costringe i fanciulli a letto.
Sa Mama 'e su bentu punisce i birbantelli che escono di casa senza permesso. Non è cattiva ma col marito Uragano graffia il viso dei piccoli che non ascoltano i genitori.
Maria Farranka, abitatrice dei pozzi e molto conosciuta anche a Pauli, come sa Mamma e funtana .
Sa Palpaeccia, nonnina che la notte di Natale mette una grossa pietra sulla pancia dei bambini che rifiutano il cibo.
Le cattive poi
Arreyulta, castiga le ragazze che non hanno filato almeno otto matasse di lana tagliando loro mani e piedi.
Sa Surbile, la strega vampiro ed il mostro di Maria Mangrofa ad Orosei.
Sa Coga aiuta le fidanzate illuse mentre le Janas sono gentili ed affabili.
Infine le figure mitologiche in senso stretto. Eurania ed il suo amore impossibile, Bianchedda che offre la sua vita per fermare sa musca maccedda e s'Argia, ragnetto femmina capace con la sua puntura di far ammalare gli uomini.
Per loro l'unica terapia è il ballo sardo delle donne nubili.
Femminas raccontate in un museo che diventa un non luogo fantastico a Pauli Arbarei, dal 22 gennaio 2010, aperto al pubblico tutti i sabato e domenica dalle 9,30.










